Da molti anni il centro del mio lavoro è il cuore fetale. È un ambito particolare della medicina, perché una diagnosi riguarda un bambino che deve ancora nascere ma, nello stesso momento, riguarda anche i suoi genitori, le loro domande e le decisioni che dovranno prendere.
Per questo penso che un'ecocardiografia fetale non dovrebbe concludersi con un semplice referto. Quando emerge un problema, il compito del medico è spiegare che cosa abbiamo visto, che cosa sappiamo, che cosa ancora non possiamo sapere e quali saranno i passaggi successivi.
Sono responsabile della UOS di Diagnostica Cardiologica Fetale e Neonatale dell'Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola di Roma, dove il bambino viene seguito dalla diagnosi prenatale alla nascita, in collaborazione con ostetrici, neonatologi e gli altri specialisti coinvolti quando necessario.
Accanto all'attività clinica svolgo attività di formazione e insegnamento nell'ambito della cardiologia fetale e neonatale. La formazione continua, il confronto multidisciplinare e la comunicazione con le famiglie sono tre parti dello stesso lavoro.